Seminario Web Intelligence – Risposte ad alcune delle vostre domande

Abbiamo cercato di organizzare le vostre domande e fornire delle risposte. Se volete saperne di più potete contattarci via email o commentare questo post.



Paolo Omero, 25 ottobre 2010

Antonio: Anche i governi potrebbero avere ‘interesse’ a gestire le crisi?

Certamente, pensi ad argomenti d’interesse nazionale come l’energia nucleare, l’aborto, la gestione rifiuti, la sicurezza. Chi si occupa di questi problemi dal punto di vista politico trarrebbe benefici ad avere una conoscenza tempestiva e aggiornata di come le persone discutono e vivono questi problemi.

 

Emanuele: quale può essere il rapporto tra il vostro lavoro e il miglioramento continuo del SEO? Grazie

I servizi di Web Intelligence e misurazione dei social media possono certamente essere di supporto a chi si occupa di posizionamento sui motori di ricerca. Pensi ad esempio al caso di un’azienda che produce un certo prodotto. Le analisi del passaparola online forniscono preziose indicazioni sugli argomenti più discussi dagli acquirenti del prodotto o dalle persone interessate all’acquisto. Questo permette di capire quali contenuti sviluppare, di cosa parlare nel sito aziendale, nel blog aziendale, su Facebook, ecc. È possibile quindi migliorare la content strategy e la propria visibilità rispetto a questi argomenti. Inoltre, avere i dati quotidiani in merito a DOVE si sviluppano le conversazioni, su quali ARGOMENTI e sugli OPINIONE LEADER del settore, permette di aiutare chi dell’azienda partecipa alle conversazioni online, supporta i clienti e stimola altre conversazioni che poi portano nuovi link verso il sito aziendale.

Roberto: In che modo le opinioni e i commenti possono influenzare i vari siti di informazione? Anche quelli più grandi.

Per rispondere a questa domanda, Le mostro un esempio concreto. Veda l’articolo di Repubblica “Da due mesi sul web c’è solo Sarah su Internet è la parola più cliccata”

 

Elisabetta: Affinché gli algoritmi riescano a “taggare” i contenuti di un testo in maniera soddisfacente (basandosi su criteri come la ripetizione delle parole, la loro posizione ecc), il testo deve essere scritto “bene” (in maniera logica e con una strutturazione giornalistica)?

Ottima osservazione, è in effetti vero che dialetti, espressioni gergali, errori ortografici e mancanza di struttura grammaticale limitano le performance dei sistemi di analisi.

 

Matteo: come innescare interesse nell’ambito dei blog su argomenti “di nicchia”, “poco sociali” e molto specifiche?

Giovanni: in che modo può essere efficace una conversazione in un mercato troppo “di nicchia”?

I mercati di nicchia sono difficili da raggiungere con i media tradizionali. Può essere troppo costoso sviluppare una campagna di mass marketing per informare solo una piccola parte di persone potenzialmente interessate. Meglio in questo caso (i) identificare le community di nicchia sul settore di interesse (ii) analizzare i contenuti (iii) identificare gli influencer e sviluppare una comunicazione all’interno dei gruppi e dei luoghi online che sono stati trovati.

 

letizia: è vero che sono nate nuove figure che lavorano per le aziende con l’obiettivo di sollecitare discussioni ed opinioni? che esperienza bisognerebbe avere?

Simona: Dalle vostre ricerche avete individuato la necessità di far nascere nuove professionalità legate al marketing-web?In cosa queste figure dovrebbero specializzarsi? Grazie

Maria Cesaria: Riprendo una domanda già fatta da Simona “Dalle vostre ricerche avete individuato la necessità di far nascere nuove professionalità legate al marketing-web?In cosa queste figure dovrebbero specializzarsi? Grazie”

Certamente. Mancano in effetti persone con una buona base di marketing, comunicazione e PR che conoscano anche (i) le dinamiche delle conversazioni sui Social Media, (ii) i concetti principali del Word of Mouth Marketing e della Business Intelligence e che abbiano una minima conoscenza tecnica del Web per poter dialogare con le persone che sviluppano i sistemi software di Web Intelligence e Monitoraggio Web.

 

Valerio Libralato: Queste tecnologie sono state applicate per analisi di focus-grup/interviste in profondità?

Ciao Valerio! Mi fa piacere tu ci abbia seguito. È possibile identificare persone che online si dimostrano particolarmente interessate ad un argomento o particolarmente competenti. Si possono contattare e invitare per realizzare un gruppo di approfondimento e discussione.

 

Gabriele: Gestisco un (grosso) forum e ho ricevuto diverse richieste di cancellazione commenti da parte di aziende, certe anche per vie legali. Non ne ho mai dato seguito, se non in caso di insulti.

Gabriele: Credo sia giusto cancellare i commenti negativi QUANDO sono insulti e maleducati. Concordate?

Credo personalmente che ci debba essere sempre un tentativo di capire bene cosa ha generato la carica emotiva negativa che poi ha portato agli insulti scritti. Certamente ci sono casi in cui, accertato l’intento distruttivo e non collaborativo di alcuni utenti, si può pensare di procedere con metodi più drastici.

 

Gloriana: I commenti negativi degli utenti sui prodotti portano sempre ad un miglioramento in termini di qualità del prodotto?

Magari! Purtroppo ci sono aziende che li ignorano.

 

mauro: io sarei contrario a professionisti assoldati dalle aziende per migliorare la reputazione online . . . si rischierebbe l’appiattimento delle informazioni che convoglierebbero tutte in positività cancellando il grosso potere dell’infocommerce

Raffaella: la reputazione non si compra ma si acquisisce negli anni e nel tempo….

Siamo assolutamente contrari a questo tipo di politiche. Immagino si riferisca ad azioni fraudolente di alcuni che cercano di scrivere false opinioni positive/negative per influenzare la percezione della reputazione di un’azienda. Per fortuna ci sono casi che mostrano come queste attività si rivelano dannose per le aziende che le hanno intraprese.

La reputazione si migliora ascoltando le persone e migliorando i prodotti, i servizi e l’assistenza. I servizi di ascolto delle conversazioni servono anche per aiutare a comprendere le diverse situazioni, ad avere spunti dagli utenti per migliorare i prodotti e servizi e a capire il posizionamento rispetto i concorrenti.

 

Marta: le vostre ricerche evidenzano la necessità di una reale progettazione di nuove applicazioni /servizi che rendano disponibile (e usufruibile dalle aziende) le informazioni che siete in grado di estrapolare dal web?

Certo. Infatti è proprio per questo motivo che realizziamo servizi basati su nostri sistemi software di Web Intelligence e Knowledge Management 2.0.

 

Daniele: e che ne pensate riguardo al mondo dell’editoria online. va cambiato il modello di business? condividete il pensiero di quelli che vogliono che le news siano a pagamento, nonstatente a causa del web siano già vecchie quando sono uscite?

I cambiamenti in corso riguardo l’editoria elettronica, i nuovi formati (es. ePub) e dispositivi (es. iPad) sono per noi molto interessanti. Abbiamo redatto un porgetto di ricerca proprio su questi temi. Un esempio interessante di come i social media possano avere un impatto sull’editoria lo può vedere guardando il video introduttivo di Flipboard. Vedrà come un network di persone che lei può seguire su Twitter possa portare alla realizzazione automatica di una rivista per iPad. Sullo stesso tema sta lavorando il gruppo Teehan+Lax con il progetto TweetMag. Forse scriverò un post specifico su questo tema.

 

Gabriele: Ho notato che (tutti) i social network in cui è arrivata la pubblicità di massa, sono “morti”. Quindi le infiltrazioni delle aziende nei social, può essere negativo?

In effetti è per questo motivo che abbiamo fatto il sondaggio online durante il seminario. È interessante capire se l’intervento del personale delle aziende nelle conversazioni online è percepito come un’invasione di territorio o è invece apprezzato e atteso dagli utenti online. Su questo tema credo che scriveremo un post specifico.

 

ornella: potete fare degl esempi pratici di strumenti di web intelligence facilmente utilizzabili ed open source?

Domanda difficile. Ci sono molti strumenti utili come ad esempio Google Insight, ma il valore aggiunto sta in sistemi software integrati e dotati di tecnologie di analisi semantica del testo.

 

Gabriele: Sempre più spesso trovo siti con pagine scritte “onthefly” con contenuti presi qui e li da altre fonti, in cui ovviamente il testo sembra scritto da un bambino di 2 anni, pieno di errori. Credo fatti con intelligenza artificiale… Si arriverà ad un risultato con testo più fluido e sensato?

Spero di no! Purtroppo però la risposta è sì.

Immagino si riferisca a siti Web creati da agenti artificiali in grado di realizzare falsi articoli e pagine con parti di testo rubate altrove e assemblate alla meno peggio. L’obiettivo di questi “siti spam” è in genere quello di confondere i sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca per modificare il posizionamento di certe aziende nei risultati di alcune ricerche specifiche.

Sono tutte attività che non mi piacciono.

 

….uff! Finito. :-)

Ho lasciato fuori alcune domande relative a temi diversi da quelli trattati nel seminario (ad esempio le domande sull’articolo di Wired “The Web is dead”. Se qualcuno volesse comunque confrontarsi su questo sono qui.

A presto!

Paolo Omero

Elenco dei post

Articolo scritto da Paolo Omero il 25 ottobre 2010

Ci sono 2 commenti Mostrali/Nascondili

Complimenti! Sono Fabio Crosilla, docente presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine.
Alcune domende e proposte.
Applicate degli strumenti che valutino l’affidabilità (reliability) dei risultati ottenuti?
Si potrebero applicare le vostre tecniche di IA per analizzare approfonditamente i contenuti dei Sistemi Informativi territoriali?
Per quanto riguarda le tecniche di clustering che ho visto applicate (PCA), suggerirei qualcosa di analogo, ma più potente, pubblicato molto recentemente, che applica modelli affini ( e non di similitudine come per la PCA). Pronto a collaborare.
Mandi


Grazie per i complimenti! :-)
Valutiamo le sorgenti d’informazione in base a diversi parametri che combinati tra di loro possono dare un indice di credibilità della fonte e, soprattutto, un indice di capacità di propagazione della notizia.

Non sono purtroppo esperto di sistemi informativi territoriali…

Perchè non ci vediamo anche insieme al prof. Tasso?



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